Giu 222015
 

L’Autodromo Nazionale di Monza ha dimostrato di poter reggere all’urto dei grandi eventi musicali. Questo per dire che forse il concerto dei Rolling Stones lo scorso anno si poteva pure fare, mettendo mano alle eventualità negative che giustamente erano state ipotizzate. Certo non è semplice contenere la grande folla nella quale sempre si annida qualche imbecille. Forze dell’ordine, vigili, sicurezza e Croce Rossa devono faticare non poco per controllare eventuali intemperanze e più di qualcuno che alza il gomito con alcol e non solo. I cretini non mancano mai, anche questa occasione si sono fatti vivi, ma siamo a percentuali minime rispetto alla stragrande maggioranza, che si è divertita, cantando e ballando per tutta la serata. Quello che nella media accade ad ogni concerto pop-rock. I tempi odierni sono un pochino diversi da quelli dei Led Zeppelin al Vigorelli di Milano nel ’71 e anche da quelli dei Pink Floyd sempre all’Autodromo nell’89. Avere uno spazio del genere e non sfruttarlo adeguatamente per la grande musica, onestamente ci pare sbagliato, fermo restando tutte le precauzioni del caso, a tutela della sicurezza delle persone e del polmone verde che ospita l’impianto. (c.g.)

Autodromo concerto

Erano più di 40mila (in molti parlano di quasi 50mila) le persone che sabato 20 giugno hanno cantato “Clandestino” insieme a Manu Chao nel prato dell’Autodromo Nazionale Monza. Un successo senza pari che battezza il circuito come location ideale per concerti con grande afflusso di pubblico. 

Il cantante franco-spagnolo ha richiamato famiglie e ragazzi da tutta Europa per la prima data italiana del suo tour mondiale. I cancelli dell’autodromo sono stati aperti sabato alle 14 per permettere a tutti i fan di entrare nel prato in cui è stato installato il palco, nei pressi della parabolica. Già nel primo pomeriggio aleggiava una sana voglia di far festa grazie anche alla concomitanza con il weekend della 62a Coppa Intereuropa.

Dalle 18 hanno iniziato a suonare i gruppi spalla Mellow Mood, España Circo Este e Raphael mentre “il profeta della musica latina” è salito sul palco alle 21.30, accompagnato da Jean Michel Gambeat al basso, Madjid Fahem alla chitarra e Philippe Teboul alla batteria.

Immancabili nella scaletta i successi più celebri di Manu Chao come “Clandestino”, “Me gustas tu”, “Bongo Bong” e “Mala vida” ma anche pezzi acustici meno noti dallo stilepatchanka apprezzati dal focoso pubblico. Il cantante, nonostante non stia promuovendo un nuovo album, è riuscito ad attirare all’autodromo un pubblico vasto, entusiasta e fedele, legato alle sue battaglie culturali e alla world music. La coreografia on stage ha intrattenuto la folla fino a tarda notte e il campeggio dell’autodromo ha registrato il tutto esaurito.

Grazie ad un’oliata organizzazione dell’Autodromo Nazionale Monza, esperta in eventi dal grosso richiamo di pubblico, il concerto è stata l’occasione per vivere una serata di solo piacere e divertimento. Il piano della viabilità ha permesso un afflusso regolare che non ha portato disagi sulle arterie stradali, merito del lavoro degli oltre duecento addetti del servizio d’ordine e del servizio svolto dai corpi di Protezione Civile del territorio. Soddisfatti dunque gli organizzatori: Masi, Goa-Boa, Ado Scaini di Vivo Concerti, Associazione Monza Brianza Eventi e ovviamente l’Autodromo Nazionale Monza che prosegue nel suo percorso di apertura del circuito ad ogni tipo di manifestazione di grande richiamo.

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