Ago 122015
 

Fino all’11 ottobre la mostra “Giardini di seta” a Villa Sucota di Como e a Villa Bernasconi di Cernobbio. Tessuti, abiti e botanica del territorio lariano”, organizzata dalla Fondazione Antonio Ratti (FAR) e dal Comune di Cernobbio.

Giardini di seta abitiComo e parte del territorio lariano sono ancora fortemente legati alla seta; ai tessuti stupendi che, disegnati e prodotti lungo le rive del lago, hanno dato vita ad abiti e accessori meravigliosi venduti in tutto il mondo. Una forte tradizione e una ricca cultura che non devono andare disperse. Questo è un pò il tema sottinteso della bella floreale mostra, curata in ogni dettaglio da Margherita Rosina e Francina Chiara, visitabile fino ad ottobre a Villa Sucota di Como (sede della Fondazione Antonio Ratti e del suo Museo Studio del Tessuto) e a Villa Bernasconi di Cernobbio. Una rassegna che  esplora il rapporto tessuto-botanica dal Settecento ai giorni nostri, attraverso i diversi aspetti della decorazione floreale. Le bellezze naturali del territorio lariano, i parchi e i giardini affacciati sul lago sono da sempre un soggetto molto amato da creativi e artisti, che nei secoli vi hanno attinto suggestioni continue e l’industria serica che si è sviluppata a Como dalla fine dell’Ottocento non si è sottratta a questa fascinazione.

I tessuti floreali provenienti dalle collezioni della Fondazione Antonio Ratti, da importanti collezioni private e dagli archivi storici delle industrie seriche lariane sono esposti lungo un percorso suddiviso in “stanze” tematiche; nella prima parte di mostra si trovano sete barocche lionesi in cui si intrecciano fiori e elementi architettonici, aerei taffetas decorati con tralci di rose o di bacche, cotoni per arredamento con realistici trionfi floreali della seconda metà dell’Ottocento.

Giardini di seta le curatrici

Le curatrici della mostra “Giardini di seta”: Francina Chiara (a sinistra) e Margherita Rosina

La seconda parte della mostra è invece dedicata ai tessuti del Novecento, secolo che segna lo sviluppo delle seterie comasche, fornitrici dell’Alta Moda e del prêt à porter italiano e francese. Nelle sezioni sono in mostra stoffe con temi legati ai prodotti dell’orto o decorate con erbe officinali, mentre un intero salone presenterà abiti e tessuti ispirati alle rose, uno dei più amati dalla decorazione tessile di ogni epoca. Ai tessuti vengono accostati abiti collegati al tema, che per la parte novecentesca sono stati scelti per rappresentare l’Alta Moda italiana, da Biki a Capucci, Ferré, Valentino, l’Haute Couture parigina con Dior e Yves Saint Laurent, e il prêt à porter internazionale con Ken Scott e Leonard.

Per la prima volta viene presentata al pubblico una selezione di tavole dall’erbario Fabani: una straordinaria collezione di circa 3000 tavole di erbe e piante raccolte a cavallo tra Otto e Novecento da Giuseppe Fabani, medico condotto di Cernobbio.

In mostra anche l’opera Humulus Lupulus (2015, stampa serigrafica su cotone, 120×150, ed.3) di Serena Porrati, realizzata in occasione della mostra con la collaborazione dell’I.S.I.S. “Paolo Carcano” di Como, che si trova esposta all’ingresso di Villa Sucota. Serena Porrati ha partecipato nel 2012 allo CSAV – Artists Research Laboratory della Fondazione Antonio Ratti: il lavoro esposto rappresenta un ulteriore modo di raccontare come il tema botanico possa essere fonte di ispirazione per la creazione artistica.

Villa Sucota Fondazione Ratti

Villa Sucota sede della FAR Fondazione Antonio Ratti a Como

INFORMAZIONI:

Sedi    

Fondazione Antonio Ratti- Villa Sucota, via per Cernobbio 19 – Como

Villa Bernasconi, via Regina 7 – Cernobbio (CO)

Orari

Da martedì a venerdì: 14-18; Sabato e domenica: 10-19 Lunedì chiuso

Aperture speciali e visite guidate su prenotazione

Biglietti

Intero: € 7; Ridotto: € 5 (fino a 25 anni, oltre i 65 e per i convenzionati); Gratuito: fino a 12 anni

Informazioni

Tel. +39 031 3384976

info@fondazioneratti.org

www.fondazioneratti.org

Facebook: Giardini di seta

Eventi collaterali

Affianca la mostra un nutrito programma di iniziative collaterali legate al verde, all’arte e ai tessuti, che vedrà il coinvolgimento di altre istituzioni e associazioni del territorio: dai laboratori didattici sulla botanica, con raccolta di erbe e indicazioni per il loro utilizzo in cucina (a cura di Società Ortofloricola Comense), alla conferenza su Giardini di agrumi e fantasie di seta, a visite guidate ad alcuni dei più bei parchi storici della riviera lariana (oltre a Villa Sucota, anche Villa del Grumello e Villa Erba), per finire con una performance teatrale in Villa Bernasconi a Cernobbio, dove saranno ricreate atmosfere di inizio Novecento (a cura della Brigata dei Novellatori). La prima di queste iniziative sarà Alba sul lago tra musica e botanica, domenica 12 luglio alle 5.30 del mattino, per accogliere l’alba nel verde del parco di Villa del Grumello con un concerto di percussioni (nell’ambito di Intorno al Festival Como Città della Musica); a seguire, dalle ore 8.30, visita guidata ai parchi di Villa del Grumello e di Villa Sucota. Per l’occasione la mostra Giardini di Seta allestita a Villa Sucota sarà aperta in via straordinaria dalle ore 8.30.

Inoltre, tutte le domeniche pomeriggio, a partire dal 26 luglio, saranno organizzate attività gratuite per i bambini nel giardino di Villa Bernasconi a Cernobbio.

Note sulle sedi della mostra

Villa Bernasconi Cernobbio

Villa Bernasconi, stupendo esempio di Liberty a Cernobbio

La scelta delle sedi della mostra non è casuale: Villa Sucota e Villa Bernasconi, situate a poca distanza l’una dall’altra sul primo bacino della sponda occidentale del lago di Como, sono entrambe esempio di come, spesso, gli imprenditori tessili comaschi abbiano scelto di svolgere la loro attività in edifici immersi nel verde, per alimentare la creatività dei designer e per offrire ai clienti la possibilità di godere delle bellezze del lago.

Villa Sucota, dove sono esposti tessuti e abiti del Settecento e Ottocento provenienti dalle collezioni del Museo della FAR e da raccolte private, è stata sede degli uffici creativi della Ratti s.p.a. dalla fine degli anni Cinquanta al 1998; dal 2010 ospita la Fondazione Antonio Ratti e il suo museo di tessuti antichi e moderni, frutto della passione collezionistica di Antonio Ratti che, nel secondo dopoguerra, ha continuato e onorato la tradizione tessile inaugurata alla fine dall’Ottocento.

Nella tarda estate 2015 è prevista l’apertura al pubblico del parco di Villa Sucota, già parte insieme a Villa Olmo e Villa del Grumello del chilometro della conoscenza, un corridoio verde che unisce i parchi delle tre ville lariane. A Villa Sucota sarà quindi possibile percorrere i sentieri e visitare alcuni luoghi ora nascosti della proprietà, come il belvedere o la piccola cappella adiacente alla villa, la limonaia e le serre. Sono inoltre predisposti itinerari tematici che guideranno il visitatore alla scoperta del parco e che descriveranno il paesaggio e la storia del luogo, oltre a un percorso tra installazioni e opere d’arte temporanee e permanenti.

Villa Bernasconi, che ospita tessuti di produzione comasca dal Novecento ai giorni nostri accostati a capi di Haute Couture realizzati con sete lariane, costituisce uno dei più preziosi esempi di architettura Liberty in Italia, tanto da essere inserita nel circuito “Route européenne de l’Art Nouveau”. La villa, oggi di proprietà del Comune di Cernobbio, fu edificata nel 1905 su progetto dell’architetto Alfredo Campanini per conto dell’imprenditore Davide Bernasconi, tra gli iniziatori autorevoli della tradizione industriale serica di Como. La decorazione esterna e interna della villa si ispira a temi botanici legati alla creazione tessile, tra cui altorilievi raffiguranti il ciclo del baco da seta e piastrelle a fiori di gelso.

Le “stanze” della mostra: un percorso tematico

Giardini di seta abito 700Giardini barocchi: sontuose sete broccate lionesi del Settecento a motivi floreali mescolati con scorci architettonici. A corredo/contrasto tessuti contemporanei a tema di ortensie e un vestito-ortensia della maison francese Leonard.

Giardini sinuosi: la leggerezza della seconda metà del Settecento esemplificata da sete a meandro dai colori brillanti, accompagnate da abiti maschili e femminili, tra cui una sontuosa robe à la française, i cui fiori subiscono l’influsso dell’Oriente.

Giardini romantici: rose, glicini, lillà decorano le sete di metà

Ottocento che ispirano la creazione di abiti dalle gonne a corolla e preziose legature di libri destinati a un raffinato pubblico femminile.

Giardini alle pareti: tipica del gusto vittoriano la “casa serra”, che ospita sulle pareti lussureggianti decorazioni floreali di grande realismo, qui esemplificate da cotoni stampati inglesi e francesi.

Giardini ruggenti: fiori pennellati, astratti, in movimento caratterizzano la produzione di sete stampate degli anni Trenta, l’età del jazz, presenti in mostra attraverso gli archivi storici delle seterie comasche.

Giardini di seta abitoGiardini di frutta e verdura: gli anni Cinquanta e l’esplosione di tessuti stampati ispirati da orti e frutteti, decori molto amati in particolare dal couturier francese Hubert de Givenchy.

Giardini di erbe aromatiche: le erbe odorose e gli erbari ottocenteschi hanno ispirato nella seconda metà del Novecento i pattern di collezioni tessili di abbigliamento e arredo, in mostra accanto a un prezioso erbario, raccolto con passione da Giuseppe Fabani, medico condotto di Cernobbio.

Giardini pop: autore di brillanti disegni a tema vegetale, Ken Scott, prima per il marchio Falconetto e poi a suo nome, ha dato vita a collezioni memorabili che gli hanno valso l’appellativo di “giardiniere della moda”, collezioni qui rappresentate attraverso abiti e foulards.

Giardini di seta VersaceGiardini di rose: tema amatissimo dai creatori tessili, la rosa è stata rappresentata in molti modi nel corso del Novecento. Accanto ai tessuti, in questa sezione saranno in mostra abiti di Capucci, Yves Saint Laurent, Valentino, Versace e di sartorie milanesi, realizzati con sete comasche.

Giardini tropicali: stampe a disegno giungla dall’archivio dello Studio Tucano di Como fanno da sfondo a un mini dress di Donatella Versace, completamente ricamato, sullo stesso soggetto.

Giardini incantati: il gran finale della mostra, con spettacolari abiti da gran sera di Dior e Ferré Haute Couture, vere sculture da indossare.

Giardini di seta abito Middleton

La semplicità e la fantasia del disegno del tessuto prodotto a Como per l’abito che Kate Middleton, duchessa di Cambrige, moglie del principe William, ha indossato dopo la nascita della figlia

Le altre sedi

Giardini di seta è una “mostra diffusa”: oltre a Villa Sucota e Villa Bernasconi, alcuni tessuti e abiti verranno esposti anche al Museo didattico della Seta di Como, a Villa Carlotta di Tremezzo (CO) e al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio.

Il Museo didattico della Seta presta a Villa Bernasconi un estratto della sua ricca collezione di moda, con abiti stampati a tema floreale in crêpe de chine che ben evidenziano il valore della stampa e dello stile di un’epoca e riassumono il lavoro del disegnatore, del lucidista e del fotoincisore; mentre, a sua volta, ospita un abito da giorno “Pancaldi&B” della stilista Titta Porta in crêpe di seta stampata a grandi fiori, proveniente da una collezione privata.

A Villa Carlotta, nella stanza da letto della principessa, sarà possibile ammirare un abito da ballo databile tra il 1850 e il 1855, contemporaneo al matrimonio di Carlotta. L’abito è realizzato con un aereo taffetas di seta stampato su ordito e si caratterizza per una decorazione a tralci floreali policromi,secondo i canoni del disegno tessile “a giardino” in voga nel periodo. Il pezzo appartiene alla collezione di abiti antichi di Camilla Colombo.

Il MVSA dedicherà quattro sale alla mostra Giardini di seta. Le prime due sale presenteranno un apparato didattico di notevole suggestione: grandi pannelli e slideshow sui giardini che si affacciano sul lago di Como, sulle tavole dell’Erbario Fabani, sui sontuosi abiti e tessuti in mostra nelle altre sedi. Nelle altre due sale saranno esposti un paramento liturgico della Parrocchia di Ponchiera, che bene illustra, con il suo ricamo a tralci e racemi fioriti, il tema dei tessuti a ricamo naturalistico, e sette preziosi frammenti tessili concessi in prestito per l’occasione dalla FAR, con decori floreali stilizzati eseguiti a telaio. Tutti i pezzi esposti al MVSA risalgono al XVII secolo.

(a cura di Carlo Gaeta)

Ti piace?
Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial