Lug 232015
 

Dopo quasi un mese di siccità la situazione acqua potabile è certamente difficile anche in Brianza, persino nella zona vicino ai laghi, il cui livello in queste due ultime settimane di canicola si è sensibilmente abbassato. Pubblichiamo a tal proposito l’ultima circolare emessa dal Sindaco di Barzago, Comune del Lecchese, che in sintesi ci da lo stato di fatto, nella speranza che nelle prossime 48 ore questo maledetto anticiclone africano si sposti lasciando spazio ad un pò di refrigerio e soprattutto ad un pò di pioggia. Anche se la paura, dopo giorni e giorni di caldo eccezionale, è quella dei fenomeni estremi, frutto dello scontro tra aria calda e aria più fresca.

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“Nonostante le ordinanze emesse, permane lo stato di criticità (emergenza di livello 3), nella distribuzione idrica del nostro Comune. La decrescita dei consumi in alcune fasce orarie non è ancora sufficiente a bilanciare la riduzione della quantità di acqua disponibile in rete. In aggiunta, l’ulteriore settimana di funzionamento di impianti elettrici e di pompaggio al 100% delle loro capacità ha sicuramente confermato, se non aggravato, la condizione di criticità in cui si trova il sistema idrico.

Le previsioni meteorologiche confermano la possibilità di alcune precipitazioni, a tratti consistenti, nel prossimo week-end, ma è probabile che questo non modifichi in modo significativo la situazione sino ai primi giorni del mese di agosto. Resta quindi attiva l’Ordinanza di annullare ogni consumo idrico non essenzialeraccomanda il Sindaco di Barzago Mario Tentori –  Il permanere della situazione attuale rende possibile manovre di limitazione della quantità di acqua distribuita in rete nelle ore notturne e, solo come extrema ratio, in determinate fasce diurne, per evitare lo svuotamento completo dei serbatoi. Qualora si rendesse necessario, Idroservice darà comunicazione al Comune con l’anticipo che sarà possibile. Rinnovo l’invito alla massima collaborazione” conclude Tentori.

Le ordinanze per limitare il consumo di acqua potabile sono “piovute” numerose e insieme pure le domande e le considerazioni, laddove la rete idrica territoriale rimane una specie di colabrodo capace di disperdere il 40% d’acqua buona lungo la strada. I Comuni si sbracciano per limitare il consumo dell’acqua in questo periodo mettendo al bando tutti gli sprechi e gli utilizzi superflui, minacciando multe salate ai cittadini inadempienti, intanto le riserve idriche calano e tutto ciò appare una vera e propria beffa laddove la grande Brianza, in particolare quella Lecchese e Comasca, ha i piedi quasi immersi nei laghi.

Se da un lato i cittadini devono fare il loro dovere limitando al massimo gli sprechi, dall’altro l’ente pubblico o gli enti di gestione sono chiamati a ridurre le perdite risanando gli impianti. Gli acquedotti, è il caso di dirlo, fanno acqua da tutte le parti e finché ce n’è tanta non se ne accorge nessuno, ma quando poi manca – come sta accadendo oggi – sapere che per strada se ne perde una percentuale rilevante appare addirittura un’ulteriore beffa. Nel Lecchese Idroservice, tra l’altro, sta gestendo il servizio in regime di proroga. Si pensa ad una holding provinciale capace di attivare cospicui investimenti, quelli che su questo fronte mancano da tempo, tanto che le infrastrutture rimangono vetuste e persino il depuratore di Lecco attende una definitiva messa a norma, mentre le tubature che scendono dalla Valsassina sono piene di buchi. Intanto però le tariffe idriche sono già aumentate, con incrementi in alcuni casi persino retroattivi, e aumenteranno ancora per recuperare eventuali investimenti milionari. A Milano ci dicono che l’acqua costa meno che da noi in Brianza. Sappiamo che l’acquedotto milanese è buono e gestito “in house”, mentre dove esistono società partecipate ci sono bollette più care. Chissà come mai?
L’acqua rischia di costare al metro cubo, più di un litro di gasolio per autotrazione.
Carlo Gaeta 
PS mi auguro che questo mio intervento porti buono e che venga davvero a piovere presto (senza far danni) diminuendo anche quest’assurda calura.
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